Tra una delle innovazioni entrate in vigore nelle precedenti legislature c’è quella della legge del 2009 introdotta dall’allora ministro Brunetta che impone a tutte le scuole e alle pubbliche amministrazioni di dotarsi di sito web prestando attenzione a delle norme ben precise.

Le scuole non devono dotarsi di un sito qualsiasi che promuova la scuola ma deve avere, inoltre, uno strumento che dia informazioni e servizi all’utenza scolastica.

Stando a quelle norme un sito scolastico deve rispettare le norme sotto elencate:

Trasparenza, deve avere pagine ben precise che contengano informazioni sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione e che rendano pubbliche informazioni obbligatorie.
Albo pretorio deve contenere tutti i bandi pubblicati in ordine di tempo con tanto di marcatura e tracciatura temporale.
AVCP per gli adempimenti in materia di gare di appalto.
Accessibilità il sito deve consentire di accedere a qualsiasi informazione in modo semplice e chiaro.
– Pubblicazione su dominio gov.it

Su circa 200 siti analizzati solo il 20% delle scuole stanno rispondendo ai requisiti sopra elencati, moltissimi non hanno una sezione relativa alla trasparenza, quasi tutti sono pubblicati su domini diversi da gov.it (requisito fondamentale previsto per legge). Ma quali sono le sanzioni per le scuole in caso di mancato adeguamento? Nessuna!

Perché le scuole non rispondono a queste norme?

Perché molto spesso la creazione del sito scolastico viene affidata al docente che improvvisa una bozza, propone di implementarlo, magari chiedendo di arrotondare il proprio stipendio. Il detto “fai da te fai per tre” non sempre permette di realizzare il tutto a regola d’arte. Affidatevi quindi a delle persone esperte che rispettano tali norme non solo per essere a norma ma per avere un sito di buon impatto visivo perché anche l’occhio vuole la sua parte!